mercoledì 8 agosto 2012

Incoerenza familiare




Secondo la mia modesta opinione ognuno ha una famiglia particolare, soprattutto ad avviso degli altri. Perchè in effetti le cose viste dall'esterno appaiono sempre diverse da chi le vive dall'interno: a noi l'uovo di gallina fa pensare subito a un piatto culinario da preparare; il pulcino lo vede come le mura della sua dimora.



L'amore congenito verso gli animali mi è stato trasmesso da mio padre che ha sempre vissuto rapporti idilliaci con gli animali che hanno dimorato nella nostra casa. Tutti gli animali passati di qua hanno dimostrato una profondissima venerazione, un amore quasi incestuoso figli-padre. Perchè mio padre è di una sensibilità e di una bontà a cui pochi possono anelare, motivo per cui non ha mai rimbrottato contro le sue figlie (i suoi gioielli) nè tantomeno verso gli esemplari canini o felini che fossero. Ma soprattutto mio padre è "una buona forchetta" e per mantenere allenati i muscoli dell'apparato masticatorio ha bisogno di mangiare abbastanza spesso e, se lo fa nelle vicinanze di un animale, quest'ultimo riceverà dei grossi vantaggi (questa è una forma di simbiosi, il commensalismo, che è un'interazione non obbligatoria fra due esseri viventi in cui uno approfitta del nutrimento o degli scarti dell'altro senza procurare sofferenza o disturbo).

Questo post mi è stato ispirato da un fatto che mi ha raccontato. Nella campagna dove ama trascorrere le fugaci ore libere e dove produce ortaggi e frutta biologica di cui io vado estremamente fiera, ha avuto un fortuito incontro con un fagiano. Il volatile si inerpicava tra le viti e gli alberi da frutto e mio padre ha percorso avanti e indietro la brulla e assetata terra salentina nella vana speranza di poterlo afferrare con destrezza (?) all'unico e fondato scopo di preservare le sue penne dalle prestazioni balistiche di ripugnanti cacciatori che credono che la caccia sia uno sport...

Dove sta l'incoerenza in tutto questo? Nel semplice fatto che mio padre, come gli altri componenti della mia famiglia, è onnivoro. Nonostante la spiccata sensibilità e la forte indole alla salvaguardia degli animali, si nutre di essi e non reputa ci sia un cadavere nel suo piatto quando mangia una fetta d'arrosto.

Ahimè, sarebbe impari e assurda la lotta verso un loro effettivo cambiamento, ma ciò mi fa riflettere sempre di più su come a volte ci si voglia solo pulire la coscienza nelle situazioni verso cui siamo sensibili, purchè non ci creino troppa fatica.

Quando ci viene chiesto di scendere in campo e lottare anche senza casco protettivo sapendo che l'avversario è difficile da affrontare, spesso si sceglie di rimanere sugli spalti, a incitare, a sperare, a sbandierare tutto il nostro impeto con fervente slancio, il che però non comporta lo sporcarsi le mani...

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